Libro comprato al volo appena l'ho visto, sia perché sono molto sensibile al fascino degli zombie, sia per la copertina che mi ha colpita al primo sguardo.
Breathers – L'Anonima Zombie non è un romanzo horror, ne sfrutta solo la tematica principale, ma si rivela invece una storia leggera e divertente, una specie di commedia americana classica in salsa splatter.
Supponiamo che ogni tanto qualche morto si risvegli dopo pochi giorni, e che la cosa sia ormai appurata e in un certo modo accettata dalla società. Supponiamo però che i vivi non tollerino di buon grado i morti viventi e li trattino nel caso migliore come animali randagi, nel caso peggiore come cavie da laboratorio. E supponiamo anche che gli zombie non mangino i vivi, non siano stupidi e muti e non camminino come mummie egizie. Per il resto lo scenario è quello da telefilm americano della provincia media della California, fatto di villette, seven-eleven e confraternite universitarie.
In questo scenario si muove il protagonista Andy, uno zombie morto in un incidente stradale e costretto a vivere nel seminterrato dei propri genitori, costantemente depresso per la propria condizione di zombie, e quindi di emarginato dalla società. Oltre a non avere nessun diritto, Andy è continuamente deriso e maltrattato dai Breathers, i vivi, i suoi genitori lo tollerano a fatica e neanche l'analista lo aiuta a sentirsi




