martedì 5 marzo 2013

Sud - La spedizione dellEndurance in Antartide 1914-1917

Questo libro non è un romanzo, ma il resoconto del viaggio peggiore della storia delle esplorazioni polari, narrato dalla voce del suo protagonista, il capitano Sir Ernest Shackleton.
shackleton endurancePer conoscere esattamente i dettagli sulla vita di questo grande esploratore vi rimando a Wikipedia, ma per farvi un'idea del personaggio che era Shackleton citerò alcune tra le frasi più celebri che lo riguardano:

Datemi Scott a capo di una spedizione scientifica, Amundsen per un raid rapido ed efficace,ma se siete nelle avversità e non intravedete via d'uscita inginocchiatevi e pregate Dio che vi mandi Shackleton.
Raymond Priestley

Cercasi uomini: per una spedizione rischiosa. Bassa paga, freddo pungente, lunghi mesi nella più completa oscurità, pericolo costante, nessuna garanzia di ritorno. Onori e riconoscimenti in caso di successo.
Annuncio di Ernest Shackleton sul Times.

Gli sforzi disumani non valgono un accidente se non portano a risultati.
Meglio un asino vivo che un leone morto.
Ernest Shackleton

shackleton endurance
il capitano Sir Ernest Shackleton

Sud è il racconto della triste fine della nave polare Endurance, partita con 28 uomini a bordo determinati a raggiungere il Polo Sud, ma rimasta subito intrappolata nei ghiacci del continente antartico per quasi un anno e poi stritolata dalla pressione del pack, del terribile viaggio dell'equipaggio verso la salvezza, ma soprattutto è la storia del loro coraggioso capitano che promise di portare tutti in salvo e ci riuscì.

shackleton endurance
la Endurance intrappolata nel pack antartico

Dopo la perdita della Endurance l'equipaggio rimasto isolato sul pack dovette attendere l'arrivo della primavera sopportando fame, freddo e stenti, e poi affrontò l'oceano più pericoloso del mondo a bordo di tre scialuppe in condizioni climatiche terribili, fino a raggiungere Elephant Island, l'unico pezzetto di terraferma nel raggio di centinaia di miglia. Solo che Elephant Island è disabilitata, così Shackleton lasciò buona parte dei suoi uomini sull'isola, e salpò di nuovo con l'unica scialuppa decente rimasta (la gloriosa James Caird) e cinque compagni, fino a raggiungere la Georgia del Sud, dopo 16 giorni di viaggio in aperto oceano antartico. Per fortuna la Georgia del Sud era abitata da (pochi) balenieri, che però avevano la loro stazione sul lato opposto dell'isola. Così Shackleton e i suoi dovettero scalare montagne e ghiacciai mai attraversati prima (e neanche mappati ovviamente) fino a raggiungere la stazione baleniera. Finalmente egli poté organizzare la missione di soccorso e salvare il resto dell'equipaggio a Elephant Island.

shackleton james caird
il momento in cui la James Caird salpò da Elephant Island

Questo non è un libro che si legge scorrevolmente come altri reportage di viaggi e esplorazioni: Sud è il preciso e dettagliato resoconto di un navigatore inglese, che usa termini tecnici relativi alla navigazione e all'ambiente artico, che riporta osservazioni sulle condizioni climatiche e meteo molto tecniche, e che esprime le distanze in iarde e piedi.
Insomma non è un libro facile da affrontare, e la Mursia non ha certo voluto aiutare i lettori, visto che il libro è totalmente privo di qualsiasi nota che possa spiegare termini tecnici e misure che non contemplano il sistema metrico decimale.

shackleton endurance
il momento del salvataggio su Elephant Island

Ma se si supera questo scoglio allora è un piacere immergersi nell'avventura al Polo Sud della Endurance e una scoperta conoscere quella persona straordinaria che è stato Ernest Shackleton: un uomo coraggioso e determinato ma ben conscio dei propri limiti, un vero gentleman inglese dotato anche di un certo british humor, ma soprattutto un uomo ben conscio delle proprie responsabilità e del valore della parola data.

Le foto di questo post sono state scattate da Frank Hurley, fotografo della spedizione, che riuscì eroicamente a salvare alcune delle lastre fotografiche.


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3 commenti:

Costantino ha detto...

Sarà difficile da leggere, ma mi piacerebbe proprio cimentarmi nella sua lettura.
Lo andrò a cercare in libreria.

Epì Paidèia ha detto...

Salve,

siamo un giornale online di arte e cultura chiamato Epì Paidèia, ci piace come scrivi e volevamo invitarti a collaborare con noi in forma occasionale inviandoci via email degli articoli scritti da te, li pubblicheremo a tuo nome inserendo il link del tuo blog.

Facci sapere, la nostra email è Epipaideia@hotmail.it

cooksappe ha detto...

ah però!

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