sabato 29 gennaio 2011

La Solitudine dei Numeri Primi, di Paolo Giordano

Anche questa volta sono rimasta delusa dal solito best seller preannunciato e strombazzato, e naturalmente trasposto prontamente su pellicola.
La Solitudine dei Numeri Primi mi ha annoiato dalla prima pagina. I due personaggi, una ragazza anoressica ed un piccolo genio della matematica con forti sensi di colpa, sono accomunati dal senso di inadeguatezza e dalla impossibilità di comunicare i propri sentimenti.
Due adolescenti con problemi adolescenziali insormontabili, che si crogiolano nella depressione e nell’autocommiserazione. Nonostante siano accomunati da sfiga, apatia, incapacità di comunicare, i due invece di sommare due solitudini per uscirne, semplicemente rimangono due solitari su due binari paralleli, due solitudini che non si incontrano.
Personaggi che io ho trovato statici, noiosi e incredibilmente antipatici, non sopporto le persone che si crogiolano nel proprio brodo di disperazione.
In questo romanzo tutto è incredibilmente superficiale, le descrizioni dei luoghi sono volutamente vaghe e generiche, per dare risalto alle emozioni dei personaggi; peccato che queste emozioni siano trattate in modo banale e superficiale. Anche la scrittura mi è parsa piuttosto banale e frettolosa.

Io non ci ho trovato nessuna delle caratteristiche di un best seller, sono sempre più convinta che prima venga deciso quale libro diventerà un successo, e che poi lo si faccia diventare tale a forza di battage mediatico. Visto che l’italiano medio legge un libro all’anno, almeno che non si annoi quando legge quell’unico libro!
Questo romanzo non mi ha lasciato nulla, se non una noia mortale e un leggero fastidio, l’ho mollato poco dopo la metà, ero proprio esasperata.

citazioni:

"I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari".


"Sentirsi speciali è la peggiore delle gabbie che uno possa costruirsi".


"L'amore di chi non amiamo si deposita sulla superficie e da lì evapora in fretta".


"Vivevano la lenta e invisibile compenetrazione dei loro universi, come due astri che gravitano intorno a un asse comune, in orbite sempre più strette, il cui destino chiaro è quello di coalescere in qualche punto dello spazio e del tempo".

Titolo: La Solitudine dei Numeri Primi
Autore: Paolo Giordano
Casa Editrice: Mondadori, 2008
304 pagine


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7 commenti:

loveandbooks ha detto...

Ne ho sentito parlare parecchio ma...non so come mai, evito sempre i libri di cui si parla troppo, a meno che non me li regalino!

Nicky ha detto...

Me l'ha regalato mia madre, che conoscendomi molto bene ha trovato il titolo del romanzo perfetto per me :-) e devo dire che stranamente questo libro mi è piaciuto molto, anche se il finale mi ha lasciata un po' così, delusa. Indubbiamente però è stato troppo "pompato" dalle campagne pubblicitarie.

P.s. ti ho girato un meme http://bookshelf-nicky.blogspot.com/

Claire ha detto...

Non ti preoccupare, il MEME, puoi farlo anche a braccio (un pò come ho fatto io) oppure attendere l'invito a fine 2011! ;) No problem!
Questo libro lo sta leggendo mia mamma, lo metterò in lettura appena lo termina lei! :)

extramamma ha detto...

Sono d'accordo con te sul feeling che lascia il libro :( e purtroppo hai ragione i best seller vengono decisi molto spesso dal marketing dell'azienda a priori con grossi investimentei in questo caso la strategia ha pagato con gli interessi!

Claire ha detto...

Saluto veloce per informarti che ti ho aggiunto su aNobii!
Buona domenica, cara!
Claire

Mics ha detto...

Davvero bello questo libro... Mi piace molto quando paragona i due personaggi alle coppie dei numeri primi.. vicini ma distanti.. :P

Cat-WomanOfTheMoon ha detto...

Sono completamente d'accordo con te. Portarlo a termine non aggiunge niente, il libro rimane sempre sulla stessa linea statica. Lo scrittore non fa che mostrarci due personaggi inermi che non riescono a smuoversi davanti a niente, veramente patetici. Insomma noioso dall'inizio alla fine :D.

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