lunedì 19 dicembre 2011

libri a Natale: quando era meglio un pigiama


Stamani ho letto questo post della Leggivendola, a proposito di quei libri che vengono regalati per Natale e che deludono immancabilmente chi li riceve. E mi sono venuti in mente tutti quei libri che ho ricevuto e che mi hanno fatto disintegrare la poca fiducia residua nel Natale e nei confronti delle persone che me li hanno regalati, che evidentemente non mi conoscono affatto oppure volevano farmi un dispetto.
Provo a immedesimarmi nell'amico/parente/conoscente che deve farmi un regalo: - cosa posso donare quest'anno a Claudia? Le piace tanto leggere, regaliamole un libro! - a questo punto si aprono diverse possibilità:


a) il soggetto in questione conosce i miei gusti (horror, noir, rock and roll) ma non li approva. Quindi si butta su qualcosa che piace a lui nella speranza di redimermi.
b) il soggetto non conosce i miei gusti (anche se potrebbe immaginarli senza grossi sforzi), non vuole passare più di 5 minuti netti in libreria (di cui 4 in coda alla cassa) e compra il solito best seller natalizio del solito autore strafamoso, pensando “che così si va sul sicuro”.
c) il soggetto vuole leggere un certo libro, e me lo regala così poi può farselo prestare e leggerlo a sua volta (questa è una tattica particolarmente subdola ed è stata brevettata da mia mamma. In realtà lo fa anche mia sorella, ma lei almeno sceglie bene).

Ed ecco la mia classifica dei libri brutti ricevuti a Natale:
  1.  "Benvenuti nella mia Cucina" di Benedetta Parodi. Ci voleva la Parodi per spiegarmi come usare i surgelati, la sfoglia Buitoni e le sottilette? Sono rimasta veramente senza parole, ma per fortuna quando l'ho scartato non ero di fronte alla scellerata zia che me l'ha regalato, quindi non ho dovuto trattenere lo scoramento.
  2.  uno di Margaret Mazzantini. La Mazzantini non la leggo per principio, anzi, ci avevo anche provato, ma era un'impresa così penosa che ho mollato a metà del secondo capitolo; il trauma mi ha segnata così profondamente che non ricordo né il titolo né di cosa parlava. Questo libro è uno dei più classici esempi di caso a di cui parlavo sopra.
  3. il libro-verità su Lady D, dono della zia novantenne che vive in Inghilterra e che poveretta ha frainteso la mia richiesta di una tazza mug commemorativa della morte di Diana (mi piacciono i mug, le cose kitsch e le storie macabre, ma non me ne frega praticamente nulla della principessa triste); non avendo trovato la tazza ha ripiegato sul libro scritto (credo) da uno dei suoi segretari.
  4. “Io sono ok, tu sei ok”, un manuale di auto-aiuto sull'analisi transazionale, che non so neanche cos'è e probabilmente non lo voglio neanche sapere. Ma se c'è una cosa che proprio non reggo sono i manuali di auto-aiuto che blaterano di psicologia e alla fine sono soltanto aria fritta, mi fanno solo venire voglia di dire “esci e fatti una cacchio di vita”. Mi fu regalato dal professore del liceo che più odiavo, quello di informatica, e sospetto che volesse dirmi qualcosa con quel regalo, ma non ci sono cascata, quell'uomo era malefico e non era riuscito a insegnarmi neanche l'informatica, figuriamoci qualche lezione di vita.
Alla fine il risultato è sempre il solito: in virtù del primo diritto imprescindibile del lettore di Pennac – il diritto di non leggere – mi rifiuto di perdere tempo con libri che sono sicura non mi piaceranno, quando ci sono così tanti bei libri e così poco tempo per leggerli; quelli indesiderati finiscono immediatamente nelle liste di scambio o su qualche banchetto di libri usati, e senza troppi rimorsi.

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7 commenti:

loveandbooks ha detto...

Bravissima! Concordo su tutto (o quasi). A me libri me ne hanno sempre regalati pochissimi perché in veneto non legge nessuno. E, quelle poche volte, sono stati deludenti: Jane Austen (già letta), tutto Shakespeare (già letto!!), Lovecraft (già letto), manuali psico-logici-emotivi (da gettare). Che poi, voglio dire, a un'amante di classici regalare un classico... allora tanto vale fare altre cose, no? Alla fine i regali di convenienza non mi piacciono. Allora meglio sedersi a fare due chiacchiere davanti a una tazza di tè e dei biscotti. Sanno più di Natale! :)

Affari Nostri ha detto...

No il libro sulla Parodi noo, anche perchè visto che è sempre in tv a cosa serve!!!

La Leggivendola ha detto...

ahahahaah, mi sento presa in causa xD preferisco il tuo, di post, facciamo cambio? ù_ù
io quando regalo un libro temo sempre che si pensi che l'ho regalato per farmelo prestare, perciò sto ore ed ore in biblioteca alla ricerca di qualcosa che possa piacere al ricevente ma non sia nel mio genere @__@'
E credo che quel libro di Pennac mi sia stato regalato per Natale, anni fa *w*

Costantino ha detto...

55 anni fa però,a Natale,mi è stato regalato "Pinocchio" di Collodi e lo gradii moltissimo!
Chiedendo scusa per questo ricordo che arretra moltissimo nei meandri del tempo, ti auguro di tutto cuore un Buon Natale ed un Buon 2012.
Costantino.

Nicky ha detto...

come ti capisco!!! Fortunatamente a me di libri ne son sempre stati regalati pochi (meglio, preferisco scegliermeli da sola) e quei pochi che ho ricevuto sono stati spesso terribili. Una volta ho addirittura pensato che ci fosse stato uno scambi di pacchetti e che quello che ho ricevuto fosse in realtà per mia mamma :-)
Il top lo raggiunse una mia collega che mi regalò un romanzo di Nicholas Sparks O.o
Invece la mia migliore amica si sta attrezzando, negli ultimi anni va a sbirciare nella mia wish list anobii, onde evitare errori e soprattutto doppioni.

amzterdam ha detto...

C'è anche chi conosce i tuoi gusti (ad esempio libri di cucina), ma te ne regala di orrendi. Non ho nemmeno la forza di riciclarli perché mi vergognerei di me stessa e soprattutto potrei creare un fraintendimento diabolico...che se li regalo vuol dire che mi piacciono...con il rischio di trovarmene altri, della stessa collana, l'anno dopo!
Benedetta sia la lista dei desideri di Anobii che aggiorno sempre con la vana speranza che venga consultata.

Comunque per me la vince, e di brutto, la categoria b, la più pericolosa e odiosa.

Amber In Zombieland ha detto...

davvero a volte meglio un pigiama
ahahahahah
sapevano tutti che ero stata dark e
ovviamente non hanno potuto fare a meno di regalarmi quella gran porcata di Twilight.
L'agognato pigiama di flanella me lo sono dovuta comprare da sola :)

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