I quattro racconti sono brevi ma interessanti, il primo in particolare è piuttosto insolito perché vede protagonisti i vampiri, alle prese con l'epidemia e la guerra contro gli zombie, e non ho ancora capito se mi è piaciuto perchè molto diverso dagli altri, o se invece Max Brooks stavolta ha proprio toppato a scomodare per l'ennesima volta gli onnipresenti e iper-abusati vampiri.
Il secondo vede protagonista un ragazzo intrappolato in un bagno senza via di fuga, completamente circondato dagli zombie e in attesa di morire di stenti.
Il secondo vede protagonista un ragazzo intrappolato in un bagno senza via di fuga, completamente circondato dagli zombie e in attesa di morire di stenti.
Gli altri due racconti sono più in linea con quelli presenti in World War Z, e raccontano le testimonianze di due sopravvissuti, una ragazza cinese impegnata nella ricostruzione della Grande Muraglia, ed un uomo addetto alla ricostruzione del passato e della memoria delle vittime della guerra – quest'ultimo è forse il racconto più disperato e drammatico.
Ora veniamo alle note dolenti: il libro, edito da Cooper, spicca per la bruttezza della copertina (tra l'altro standard per tutti i libri della collana Cooper Storie, con un incredibile sforzo di fantasia), ma questo non è il difetto peggiore.
Il problema è che Zombie Story pare una palese operazione commerciale con lo scopo neanche troppo velato di approfittare del momento di popolarità degli zombie di Max Brooks: più che un libro a sé stante è un'appendice a World War Z; questi quattro racconti dovevano stare dentro a WWZ, a cui per altro aggiungono poco o niente di nuovo (vampiri a parte).
Pagare 11 euro per un'appendice di 104 pagine scritte larghe è troppo.
Libro consigliato soltanto ai fan di Max Brooks e degli zombie, che vogliono avere la collezione completa.
Autore: Max Brooks
Titolo: Zombie Story
Casa Editrice: Cooper, 2011
Collana: Cooper Storie
104 pagine
1 commenti:
L'avevo visto e lo volevo comprare ma in effetti è talmente striminzito che ho desistito. E poi leggendo la tua opi, meglio così, no?
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