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venerdì 8 aprile 2011

la Ragazza che Giocava col Fuoco - Stieg Larsson

Secondo capitolo della Trilogia Milliennium di Stieg Larsson (recensione del primo, "Uomini che Odiano le Donne" in questo post).
Al centro delle vicende troviamo di nuovo Mikael Blomkvist, il giornalista d'assalto che svela misteri con la stessa abilità con cui conquista le donne.
Questa volta però Mikael è alle prese con un mistero che lo riguarda molto da vicino: deve trovare l'assassino di due suoi amici e colleghi della redazione di Millennium, che stavano per pubblicare un reportage molto scottante su un giro di prostituzione. E deve anche cercare di scagionare dall'accusa l'altra vecchia conoscenza, Lisbeth Salander, ragazza molto problematica e abilissima hacker.
Il mistero gira tutto intorno al passato drammatico e misterioso di Lisbeth, di cui si sa poco o nulla, soltanto che l'ha portata ad essere dichiarata giuridicamente incapace e ad essere messa sotto tutela. E questo passato doloroso si intreccia con l'indagine di Mikael “Kalle” Blomkvist, perchè tra Lisbeth ed il reportage dei due giornalisti ci sono alcuni anelli di congiunzione, criminali malvagi e spietati, naturalmente.

La parte migliore dei romanzi di Stieg Larsson è ancora una volta il personaggio di Lisbeth Salander, assolutamente inquientante ed affascinante allo stesso tempo. Anche l'ambientazione mi piace, ma del resto ho un debole per la Svezia. Tutto il resto traballa un pochino. Alcune parti sono lente, ma nel complesso l'azione e la suspense sono maggiori rispetto al primo capitolo, “Uomini che Odiano le Donne”. Nonostante questo preferisco il primo romanzo della triolgia, l'ho trovato più coinvolgente e meno scontato. Non che sia scontato il finale, ma è ovvio al lettore da subito che Lisbeth è innocente ed in qualche modo se la caverà.

La Ragazza che Giocava col Fuoco
Stieg Larsson
2008 - Marsilio

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martedì 29 marzo 2011

Uomini che Odiano le Donne - Stieg Larsson

Questo libro di Stieg Larsson l’ho letto perché dopo due anni ho ceduto ad un’amica assillante che non faceva altro che dirmi quanto le era piaciuto e tutto il resto. Tutta la pubblicità, le chiacchiere che lo hanno accompagnato, i proclami di “caso editoriale dell’anno”, di solito su di me hanno l’effetto della kriptonite tranne in rari casi.
Comunque alla fine l’ho letto, e devo dire che non è affatto male come thriller, ma è ben lungi da essere una rivoluzione nel genere, il libro del secolo o il genio incompreso del decennio. È un bel libro, perfetto per la spiaggia, niente di più.

I protagonisti sono due: il primo è Mikael Blomkvist, un reporter economico senza peli sulla lingua e in un momento di crisi a causa di uno scoop sulla sua rivista Millennium che gli si è rivoltato contro causandogli problemi con la legge.
L’altra figura del romanzo è Lisbeth Salander, una giovane in bilico tra psicopatia e genialità, asociale e problematica fin da piccola, con una situazione davvero non invidiabile e un talento come hacker e per carpire informazioni sulle vite altrui.
Le strade dei due personaggi si incontrano quando vengono assunti dal vecchio industriale Henrik Vanger per svelare il mistero sulla fine della sua nipote Harriet, misteriosamente scomparsa da un’isola circa 40 anni prima. Le indagini sul passato della ragazza e della famiglia Vanger, apparentemente stagnanti, rivelano invece incredibili risvolti criminali che si estendono fino al presente.

Il libro all’inizio è piuttosto lento, l’autore si perde in presentazioni molto dettagliate dei personaggi e dei loro rispettivi contesti, e stenta a decollare fino alla metà, quando finalmente comincia ad occuparsi del mistero vero e proprio. Il thriller poi scorre bene e mi sono appassionata all’enigma, ben congegnato.
Il personaggio di Mikael è interessante fino ad un certo punto, e ogni tanto l’ho trovato piuttosto irritante nelle sue mirabolanti relazioni con le donne. Mi è piaciuta tanto invece Lisbeth Salander, una protangonista davvero fuori dalle righe, una figura piuttosto fastidiosa ma anche affascinante allo stesso tempo. Ho trovato molto affascinante l’ambientazione della Svezia, un paese che mi è rimasto nel cuore.
Insomma, mi è piaciuto per diverse ragioni, ma nel complesso non ho visto nessuna scintilla che trasformi un buon romanzo nella rivelazione tanto sbandierata.

L’autore, Stieg Larsson, aveva diverse cose in comune con il suo protagonista Mikael: anche Larsson era un giornalista svedese che dirigeva una rivista molto discussa, Expo, che si scagliava contro razzismo, omofobia, sessismo e altre discriminazioni. Fu preso di mira dal movimento neo-nazista svedese ed ha vissuto sotto scorta per diversi anni finchè non è (sfortunatamente per lui) morto di infarto nel 2004.
Uomini che Odiano le Donne è il primo romanzo della cosiddetta “trilogia Millennium”.

Citazione:
"La gente ha sempre dei segreti. Si tratta solo di scoprire quali."

"Uomini che Odiano le Donne"
Stieg Larsson
Marsilio, 2005


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